
La foto, “Leaving..”, è di Demian
[continua la sperimentazione
sul terreno, tutto da esplorare,
della trinità di espressione.
quella che vi propogno rappresenta un nuovo passo,
quello di un trittico concepito organicamente.]
-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-
Mi nausea la misera della mia generazione
Mi nausea la miseria
della mia generazione.
I vostri volti, compagni,
i vostri volti sono esangui,
pallidi
come il vostro passo trascinato
che non regala alcun suono.
Fin qui vi ho accompagnati,
mi son fatto accompagnare
e il vostro orribile morbo
non sì è insinuato
nella mia densità,
ma le braccia intorpidite
e il cuore stemprato
sono l’infido latte che mi ha offerto il vostro seno.
..ho sopportato il freddo
del vostro sguardo appassente
perchè non fosse solo
il fiore della mia età.
Ma in mezzo a voi
non ha potuto sbocciare:
e nulla vi è costato
soffocare i miei vent’anni.
-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-
Compagna
..e poi mi hai offerto il tuo odore,
bollente e spalancato.
Ho bevuto, finalmente.
Il tuo succo ha saziato il mio spasmo,
e, pungente, m’ha infuso d’ardore.
La tua carne ha sfamato il desiderio,
ed ora è il tuo bisogno,
la tua fame di me
che alimenta il mio respiro.
I miei passi camminano il sentiero
della tua lingua
e muovono
al tempo delle tue contrazioni..
è la mia pienezza
il peso che porti con me,
che ti stringe, e ti preme
al mio germoglio proteso,
vibrante
di vita agognata.
-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-
Non rimarrò
sotto ombre di mitezza,
gli anestetici grovigli
non saranno più il mio nido.
La strada, mi appartiene
non queste stanze,
non questa gente,
non questa grigia gioventù annacquata:
sarò più giovane
di chi ancora non è nato;
e dei miei simili
non voglio nessuno fuorchè lei:
altrove
troverò chi cammini con me.
No! le mie braccia hanno fame,
hanno fame d’altra aria,
d’altra fibra,
fame di dinamiche d’azione.
Altre
son le partite che voglio giocare,
oltre
il vostro becero sguardo assonnato,
e più in là,
dove straripano giochi e promesse.





