comeunvecchiobaule

NEW CYBER-BOHEMIAN WASTEBOX

trimembrica: puntoacapo.

May 21st, 2008 by Demian

“Leaving..”
La foto, “Leaving..”, è di Demian

[continua la sperimentazione
sul terreno, tutto da esplorare,
della trinità di espressione.
quella che vi propogno rappresenta un nuovo passo,
quello di un trittico concepito organicamente.]

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Mi nausea la misera della mia generazione

Mi nausea la miseria
          della mia generazione.

I vostri volti, compagni,
i vostri volti sono esangui,
pallidi
come il vostro passo trascinato
          che non regala alcun suono.
Fin qui vi ho accompagnati,
mi son fatto accompagnare
e il vostro orribile morbo
non sì è insinuato
          nella mia densità,
ma le braccia intorpidite
e il cuore stemprato
sono l’infido latte che mi ha offerto il vostro seno.

..ho sopportato il freddo
del vostro sguardo appassente
perchè non fosse solo
il fiore della mia età.

Ma in mezzo a voi
non ha potuto sbocciare:
e nulla vi è costato
soffocare i miei vent’anni.

-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-
Compagna

..e poi mi hai offerto il tuo odore,
bollente e spalancato.
Ho bevuto, finalmente.
Il tuo succo ha saziato il mio spasmo,
e, pungente, m’ha infuso d’ardore.

La tua carne ha sfamato il desiderio,
ed ora è il tuo bisogno,
la tua fame di me
che alimenta il mio respiro.

I miei passi camminano il sentiero
della tua lingua
e muovono
al tempo delle tue contrazioni..

è la mia pienezza
il peso che porti con me,
che ti stringe, e ti preme
al mio germoglio proteso,

vibrante
di vita agognata.

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Verso

Non rimarrò
sotto ombre di mitezza,
gli anestetici grovigli
non saranno più il mio nido.
La strada, mi appartiene
non queste stanze,
non questa gente,
non questa grigia gioventù annacquata:

sarò più giovane
di chi ancora non è nato;
e dei miei simili
non voglio nessuno fuorchè lei:

altrove
                troverò chi cammini con me.

No! le mie braccia hanno fame,
hanno fame d’altra aria,
d’altra fibra,
fame di dinamiche d’azione.

Altre
son le partite che voglio giocare,
oltre
il vostro becero sguardo assonnato,
e più in là,
dove straripano giochi e promesse.

tris d’angoscia e aspettative

March 9th, 2008 by Demian

[l’attaccamento alla forma trilogica continua
quasi fosse una ineludibile necessità.
propongo qui uno scatto
di quello che è stato il secondo passo
di movimento nel percorso trilogico.]

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Microdeserto

Piove,
sulla casa di frontiera,
tra le tende secche di paglia,
ora inumidite,
di un terrazzo che osserva la strada
arida e infangata.
Dalle macchie scrostate del muro
sale l’odore della tarda estate,
che avvolge
lo sguardo,
i pali, avvinghiati al glicine,
i lenzuoli goccianti,
in un abisso sospeso, che plasma
l’avamposto d’attesa.

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Succube persecuzione

Sospira
da prossime distanze
l’ insinuazione di spilli
e insidie
venture e presenti
e incombe cupa e usurante
la penetrante tristezza
come di letti solitari
e freddi.

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Clara atque Verna
(fortitudo)

Sciogli,
fiera compagna,
il tuo pallido triste sorriso;
sorridano invece i tuoi occhi,
ché è dietro le spalle
il tuo inverno di morte.
Abbracciami,
sii con me nel risveglio:
non è lontana
la nostra giovane estate…

trilogia plasmaplastica

February 23rd, 2008 by Demian

[inizio con questa pubblicazione il mio lavoro sulle trilogie:
tre poesie che oscillano attorno ad un asse comune,

eppure compiute singolarmente in loro stesse:
la soluzione in trilogia ne rafforza la carica espressiva
ma ne lascia inalterata la reciproca priorità,
e le inserisce in un diverso respiro.]

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Passofranco

Curiosità
è il motore che mi spinge,
Ambizione
il sangue che mi nutre,
nell’alternarsi
della rincorsa all’estate d’esistenza
con la folle cavalcata
sulla ruota della mia giovinezza,
che gode
della polvere che s’alza al suo passaggio
mentre ai margini
della mia strada sterrata
agonizzano
i macigni del dovere.

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Resurgo

Le mie dita sporche
su stringhe metalliche
muovono la danza delle accuse
degli sputi
del rifiuto,
mentre col mio corpo
che si fa lama,
nella mia palestra di creazione,
uccido la morale.

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Ars poetica

Rivedo le parole,
le lacrime,
le grida,
le fiamme e i desideri:
ho visto tutto,
e mi manca ancora tutto.
Ma fra le onde
che mi passano attraverso,
in cui ancora passo attraverso,
e in quelle che ho creato
sento ancora quel sussurro,
che si insinua nel sangue
e brucia
come zucchero:

mi piace essere.

trimembrica: puntoacapo.

Wednesday May 21st, 2008 in trilogie, Poesia | 3 Comments »

tris d’angoscia e aspettative

Sunday March 9th, 2008 in trilogie, Poesia | 5 Comments »

trilogia plasmaplastica

Saturday February 23rd, 2008 in trilogie, Poesia | 2 Comments »