comeunvecchiobaule

NEW CYBER-BOHEMIAN WASTEBOX

Here’s to you Nicola and Bart

August 22nd, 2007 by Demian

[oggi, ventidue agosto,
ricorre l’anniversario del martirio
di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti
giustiziati dallo stato americano
col pretesto calunnioso di un’accusa
per omicidio. Dopo un processo-farsa
furono messi a morte.
La loro vera colpa fu quella
D’essere Anarchici.
E dunque io omaggio a Nicola e Bartolomeo
Perché la sedia elettrica continua ad uccidere
La carne e le persone
Ma mai ucciderà la nostra idea Libertaria.]

SE TI TAGLIASSERO A PEZZETTI

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di un dio
di un dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d’amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso
ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.

Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c’è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T’ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell’altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

[Faber (Fabrizio Deandré) – Se ti tagliassero a pezzetti]

Summertime

June 21st, 2007 by Demian

[Oggi, primo giorno d’estate
rendo omaggio alla stagione ventura
alla maniera Bohémien… alla maniera
Cyber-Bohémien…]

Summer… time-time-time,
child,
the livin’s easy…
fish are jumpin’ out,
and the cotton, Lord
cotton’s high,
Lord, so high!!!

Your Dad is rich
and your Ma’s
so good-a-lookin’ baby,
she’s lookin’ good now,
hush
baby, baby-baby-baby-baby,
no, no no no don’t you cry,
don’t you cry!!!

one of these mornin’s
you gonna rise-rise up singin’
you gonna
spread your wings,
child, and take
take to the sky,
lord, the sky

but till that mornin’
honey, nothin’s goin’ to harm you now
na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na
na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na
no, no, no, no, no, no, no, no, no,
don’t you cry,

(Pearl singin’ her summertime…)

Da neigt sich die Stunde

June 21st, 2007 by Demian

Da neigt sich die Stunde unt ruehrt mich an
mit klarem, metallenem Schlag:
mir zittern die Sinne. Ich fuehle: ich Kann -
und ich fasse den plastischen Tag.

Nichts war noch vollendet, eh ich es erschaut,
ein jedes Werden stand still.
Meine Blicke sind reif, und wie eine Braut
kommt jedem das Ding, das er will.

Nichts ist mir zu klein und ich lieb es trotzdem
und mal es auf Goldgrund und gross,
und halte es hoch, und ich weiss nicht wem
loest es die Seele los…

(Reiner Maria Rilke, Das Stunden-Buch.)

traduzione:

E’ l’ora! Mi sfiora
un tocco metallico e chiaro:
i sensi tremano. Sento che posso -
e afferro il giorno, la sua molle creta.

Era incompiuto il mondo, prima
che lo guardassi, e fermo il divenire.
ora il mio sguardo è maturo, e ogni cosa
cede al suo volere come una sposa.

Amo persino la più piccola.
La dipingo immensa su sfondo d’oro,
la innalzo e non so a chi
schiuderà l’anima…

Invitation au voyage

June 21st, 2007 by Demian

Mon enfant, ma soeur,
Songe à la douceur
D’aller là-bas vivre ensemble !
Aimer à loisir,
Aimer et mourir
Au pays qui te ressemble !
Les soleils mouillés
De ces ciels brouillés
Pour mon esprit ont les charmes
Si mystérieux
De tes traîtres yeux,
Brillant à travers leurs larmes.

Là, tout n’est qu’ordre et beauté,
Luxe, calme et volupté.

Des meubles luisants,
Polis par les ans,
Décoreraient notre chambre ;
Les plus rares fleurs
Mêlant leurs odeurs
Aux vagues senteurs de l’ambre,
Les riches plafonds,
Les miroirs profonds,
La splendeur orientale,
Tout y parlerait
À l’âme en secret
Sa douce langue natale.

Là, tout n’est qu’ordre et beauté,
Luxe, calme et volupté.

Vois sur ces canaux
Dormir ces vaisseaux
Dont l’humeur est vagabonde ;
C’est pour assouvir
Ton moindre désir
Qu’ils viennent du bout du monde.
- Les soleils couchants
Revêtent les champs,
Les canaux, la ville entière,
D’hyacinthe et d’or ;
Le monde s’endort
Dans une chaude lumière.

Là, tout n’est qu’ordre et beauté,
Luxe, calme et volupté.

[Charles Baudelaire – Invitation au voyage]

traduzione:

Invito al viaggio

Bimba mia, mia sorella
pensa alla dolcezza
d’andare a vivere insieme laggiù !
Amare a bell’agio,
amare e morire
nel paese che ti somiglia
I soli umidi
di quei cieli torbidi
hanno per il mio spirito gli incanti
sì misteriosi
dei tuoi occhi infidi
che brillano attraverso le lacrime
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Mobili rilucenti,
levigati dagli anni,
ornerebbero la nostra stanza;
i più rari fiori,
che uniscono i loro odori
ai vaghi profumi dell’ambra,
i ricchi soffitti,
gli specchi profondi,
lo splendore orientale,
tutto parlerebbe,
segretamente all’anima
la sua dolce lingua nativa
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Guarda su quei canali
dormir quei bastimenti
dall’estro vagabondo:
solo per saziare
ogni tuo desiderio
vengono dai confini del mondo.
I soli occidui vestono i campi,
i canali, l’intera città,
di giacinto e d’oro;
s’addormenta il mondo
in una calma luminosità.
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

Bohémiens en Voyage… - I tempi cambiano, i sogni no.

June 21st, 2007 by Demian

21 – 06 –2007 primo giorno d’estate.

Era un po’ che non aggiornavo questa sezione (”la loro poesia”)… ma l’altro giorno hanno sgomberato un gruppo di persone (probabilmente Rumeni) che se ne stavano da giorni rintanati nei boschi dietro casa mia…
Sono stato male, parecchio. Ma ho riflettuto.
Ho riflettuto sull’arroganza di chi, come me, ha una cultura stanziale, e per questo crede che la terra gli appartenga, e crede di potersi arrogare il diritto di dire “voi qui non ci potete stare”. Sull’arroganza di chi stabilisce che il proprio modo di vivere è l’unico possibile, e che chiunque non lo segua debba essere trattato come il peggiore dei malfattori, anche se è un bambino di 4 anni, che, spaventato da tutti quei poliziotti, stringe forte la mano della sua mamma e si nasconde dietro la sua gonna.

Certo, le cose sono cambiate parecchio…
La “tribu prophétique” non è più la stessa.
Ora non si migra più per cultura, ma per “bisogno” (reale o indotto che sia), per il “bisogno” di potersi comprare un cellulare o per il “bisogno” di potersi fare una tinta dal parrucchiere.
Certo, le cose sono cambiate parecchio…

Ma l’altro giorno, nel vederli tutti ammassati, sotto il sole, mi sono tornati in mente questi versi, che ora vi regalo… nella folle ed utopistica speranza che un giorno la terra ritorni ad essere di tutti e di nessuno, che ritorni ad essere governata solo da Cibele, e che al passaggio della “tribu prophétique”, essa ritorni ad amarla
e ad aumentare le sue “verdure”.

Perciò da oggi, primo giorno d’estate, questa sezione rimarrà con queste parole sempre incise, e con i versi di Baudelaire, a ricordare che la natura ci vuole migranti, ci vuole “zingari”, ci vuole Bohémiens.

Bohémiens en Voyage

La tribu prophétique aux prunelles ardentes
Hier s’est mise en route, emportant ses petits
Sur son dos, ou livrant à leurs fiers appétits
Le trésor toujours prêt des mamelles pendantes.

Les hommes vont à pied sous leurs armes luisantes
Le long des chariots où les leurs sont blottis,
Promenant sur le ciel des yeux appesantis
Par le morne regret des chimères absentes.

Du fond de son réduit sablonneux, le grillon,
Les regardant passer, redouble sa chanson;
Cybèle, qui les aime, augmente ses verdures,

Fait couler le rocher et fleurir le désert
Devant ces voyageurs, pour lesquels est ouvert
L’empire familier des ténèbres futures.

(Charles Baudelaire – Bohémiens en Voyage, dans “Les Fleurs du Mal” – 1857)

traduzione (non è mia, ma non so di chi sia)

Zingari in Viaggio

La tribù dei profeti dalle pupille ardenti
ieri s’è messa in viaggio, portando i suoi piccoli
sulle spalle, o lasciando al loro fiero appetito
il tesoro sempre pronto delle mammelle pendenti.

Gli uomini vanno a piedi sotto le armi lucenti
lungo i carri che portano le famiglie accucciate,
percorrendo il cielo con gli occhi appesantiti
del funebre rimpianto delle chimere assenti.

Il grillo dal profondo della sua tana renosa
guardandoli passare rinforza il suo cantare;
Cibele, che li ama, aumenta i suoi prodotti,

fa stillare la roccia e fiorire il deserto
davanti a questi viaggiatori, per i quali è aperto
l’impero familiare delle tenebre future.

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Bohémiens en Voyage… - I tempi cambiano, i sogni no.

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