il baule è finalmente rinnovato. è arrivato anche l’inverno, con tutto il suo carico di oppressione.
se n’è andata la mia estate, e con lei l’amor fati.
mi manca. mi manca respirarlo nell’aria e sentirmene pervaso.
mi manca quella carica di dinamismo e pulsione, quella carica che avevo quando ho riempito i miei fogli elettronici di altrettanto elettronici versi.
quei versi che ora pubblico in questa nuova sottosezione, in un momento di vaga nostalgia per quelle parole P(sic)oetiche.
certo… potrei dilungarmi in una prolissa esegesi di questa nuova forma espressiva.. ma ciò mi si presenta tanto impossibile. non sarei capace di spiegare tutto quello che so -dentro di me- sui perchè, sui quando, sui come… e anche se ne fossi capace, chi dovesse leggere non sarebbe in grado di comprendere. perciò lascio che siano i versi stessi a parlare, e chi avrà la necessaria densità per capire… capirà.
non aspettatevi nulla dalla P(syk)oetry.
è la P(syk)oetry che si aspetta molto da voi.





